I difetti refrattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo) possono essere corretti con l’occhiale o con le lenti a contatto. Si crea un legame di dipendenza dalla correzione ottica che condiziona la vita quotidiana in tutti i suoi aspetti: professione, relazioni sociali, sport, viaggi, estetica, etc.
La chirurgia refrattiva si rivolge alla correzione dei difetti visivi, sfruttando differenti metodiche, con lo scopo principale di donare al paziente l’autonomia necessaria per superare le limitazioni imposte dalla scarsa capacità visiva.


L’indicazione chirurgica è maggiore nei forti difetti di vista che legano indissolubilmente il paziente all’occhiale, nelle elevate differenze di rifrazione tra un occhio e l’altro, specie dove non vi è tolleranza alle lenti a contatto, ed in alcuni tipi di attività lavorative in cui i sussidi ottici creano innegabili svantaggi.
Tuttavia è opportuno far presente che lo scopo di eliminare definitivamente la correzione ottica non viene sempre ottenuto, soprattutto in presenza di difetti refrattivi elevati, e che ogni atto di chirurgia refrattiva, quale che sia la tecnica adoperata, si rivolge alla risoluzione dei soli difetti di refrazione, ma non modifica le patologie che possono essere associate al difetto di vista.



Il trattamento chirurgico con il laser ad eccimeri è il metodo più preciso oggi disponibile per correggere la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo. Questa metodica di trattamento “superficiale” può essere svolta a seconda del caso con tecniche differenti (prk; lasik; lasek; epilasik, intralasik).


Esistono inoltre metodiche chirurgiche alternative: “incisionali” della cornea (cheratotomia radiale o curva); “intracorneali” (inserimento di anelli intrastromali); “intraoculari” (impianto di lenti intraoculari davanti o dietro l’iride; sostituzione del cristallino naturale con un cristallino artificiale).
Sarà il medico oculista, dopo aver visitato il paziente ed avere esaminato gli esami diagnostici preliminari, a valutare la possibilità di intervenire ed a scegliere la metodica che permetta il risultato migliore.
Si aprono oggi nuove opportunità per la correzione chirurgica della presbiopia (progressiva riduzione della capacità visiva a distanza ravvicinata legata all’età) con l’uso di metodiche “intraoculari” con impianto di un cristallino artificiale di nuova concezione, con proprietà multifocali oppure accomodative.